Libri


Il taccuino di Simone Weil IL TACCUINO DI SIMONE WEIL
G. Risari, ill. P. Valentinis
rueBallu, Palermo, 2014
(ISBN 978-88-95689-15-9,
Jeunesse ottopiù, n. 6, pp. 148, € 22,00)
MENZIONE SPECIALE PREMIO LAURA ORVIETO 2013-2015

 

L'editore
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Incipit

Sono in quest'ospedale da tre settimane. tubercolosi, dicono. Grave indebolimento. ma so io cos'è davvero: mi sento impotente. Ormai la guerra sta finendo, ma non l'odio e la violenza che ha generato. Io non ho potuto farci molto - solo pensare, ospitare qualcuno, sollevare proteste - e nemmeno ora posso contribuire un granché. In queste condizioni, allora, mi chiedo che senso abbia. Se uno non può rendersi utile, dove la trova la forza per andare avanti?

(Guia Risari, Il taccuino di Simone Weil, ill. P. Valentinis, rueBallu, Palermo, 2014) © rueBallu 2014


Estratto
Copertina, Titolo, Indice, Dediche, Parte del I cap.


Recensioni

 
«[...] Il diario si legge tutto d'un fiato: impossibile interrompere. Una narrazione lieve, con un incedere cantabile, senza pesantezze. Toccanti le pagine dedicate alla malata nel suo letto, le attenzioni a lei riservate dalle infermiere e dal medico; commovente immaginare lo sfinimento di una vita cui non si riconosce più il diritto di proseguire (come si dice nelle pagine iniziali) ma contemporaneamente percepire una luce interiore indomabile.
È riuscita, bravissima Guia, a scandire le tappe essenziali di un percorso umano e intellettuale di una densità impressionante, restituendone i tratti più universali: l'adesione alla pace, alla giustizia, alla verità e il valore supremo dell'amicizia. La ricerca di Dio, che è il propellente dell'anima weiliana, è stata rimpicciolita, ma non trascurata.
[...] Le faccio i complimenti per questo avvicinamento alla Weil che ne esalta il volto sorridente e amabile. [...]»
(Giovanna Scarca, comunicazione privata, 2 dic. 2016)

«[...] È denso Il taccuino di Simone Weil, tra spostamenti, lavori, pensieri, letture, studi, riflessioni e incontri. E, alla fine, due pagine di una breve bibliografia sono un invito a leggere, oltre ad alcuni scritti di Simone Weil, anche alcune delle sue letture.
Guia Risari traccia con passione e rispetto la trama di una vita difficile da racchiudere in un libro, con una scrittura chiara come quella di chi si racconta con sincerità, di chi ha troppe cose da dire da non aver il tempo di ricamarci sopra con inutili fronzoli.
Le illustrazioni di Pia Valentinis, pur essendo sempre ben riconoscibile la sua mano, riescono a trovare una voce differente per ogni suo lavoro e, ogni volta, si tratta di una voce che non descrive ma incanta, che trasporta in un mondo altro, dando al testo che accompagna una ancor maggiore profondità. A dir la meraviglia, basti solo il ritratto frondoso di Simone Weil che occupa la copertina del libro.
Perfetta per un taccuino è la collana cui appartiene il volume, Jeunesse ottopiù, della casa editrice palermitana rueBallu [...]»
(Enrica Colavero, Il taccuino di Simone Weil, Youkid, 14 ott. 2016)
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«Potrebbe sembrare impossibile riuscire a parlare ai ragazzi di un personaggio complesso e indecifrabile come Simone Weil. Ma Guia Risari e Pia Valentinis ci riescono con una sensibilità e un'accuratezza storica fuori dal comune [...]»
(Federica D'Alfonso, Insegnare la filosofia ai bambini è possibile: ecco 5 libri che lo dimostrano, Fanpage.it, 01 ago. 2016)
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Premio Andersen 2016 "Miglior progetto editoriale" alla collana Jeunesse Ottopiù di RueBallu
«Per la capacità di esplorare i linguaggi della musica, della poesia e più in generale dell'arte, attraverso narrazioni empatiche e coinvolgenti, lontane da intenti didascalici, ma capaci di suscitare reale curiosità. Per la cura riservata tanto ai testi, quanto alle illustrazioni, entrambi affidati ad alcune tra le voci più affermate ed efficaci tra gli autori per ragazzi. Una cura che si manifesta anche nell'attenzione alla grafica e alla scelta dei materiali, offrendo al lettore un oggetto e una storia preziosi, sotto tutti i punti di vista.»
(Miglior progetto editoriale, Premio Andersen 2016, 18 mag. 2016)
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«[...] Sembra un'impresa difficile riuscire a parlare ai ragazzi di un personaggio complesso e indecifrabile come Simone Weil. Vuol dire attraversare la prima metà del '900 guardandolo attraverso le speranze degli ideali civili e spirituali più alti, ma anche attraverso le nevrosi e l'irrequietezza di una gioventù che non sa trovare il proprio posto nella società.
Ci riesce egregiamente Guia Risari, nel suo libro "Il taccuino di Simone Weil" (rueBallu Edizioni) in cui la filosofa prende voce attraverso un diario, intimo, semplice, ma in grado di raccontare il suo pensiero politico, esistenziale e la lotta contro una salute malferma a livello fisico e mentale a cui non si volle mai piegare [...]
Il libro si avvale delle splendide illustrazioni di Pia Valentinis che trasmettono il senso di un'epoca in cui sta crescendo il pensiero nazista e lo sforzo di un pensiero, vero inno alla bellezza, che cerca di contrastarlo. [...]»
(Il taccuino di Simone Weil di Guia Risari e Pia Valentinis, Apelibraria, L'Araldo, 16 feb. 2016)
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«[...] Le parole di Pia sulla sua bellissima immagine: "Il taccuino di Simone Weil è un libro scritto da Guia Risari, illustrato da me e pubblicato da una piccola e coraggiosa casa editrice palermitana: rueBallu. Racconta la vita di una donna veramente esistita, una filosofa, mistica e scrittrice francese. A me piace moltissimo illustrare le biografie, perché disegno soggetti che non mi verrebbero mai in mente e imparo tantissime cose: è un modo diverso di studiare. Quando ho iniziato a schizzare questo ritratto, avevo in mente la profondità del pensiero di Simone Weil e ho fatto diverse prove, ma non riuscivo a fare nulla che mi convincesse. A un certo punto, come accade spesso, non ho pensato più con la testa, ma con la matita. Così l'albero-volto è cresciuto da solo." »
(Pia Valentinis per Lo Sguardo Obliquo, mostra di illustrazione itinerante, StorySelling, 23 nov. 2015)
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«[...] Guia Risari traccia un ritratto delicato e a tutto tondo della figura della studiosa francese, spirito libero, menta eccelsa e concretezza delle azioni: «la carità consola senza cambiare le cose». Ne viene fuori un'immagine di donna combattiva e tenace.
Bellissime le illustrazioni di Pia Valentis, soprattutto quella in copertina: luccicano tra le fronde gli occhi di Simone e gli alberi si innalzano verso l'aria che accoglie le anime limpide. Ma tutto il racconto è ricco di dettagli eloquenti.
[...] Mi è difficile parlarvi di una figura complessa, così come ridurre la sua intensa se pur breve vita, come quella della Weil, il libro è sicuramente un modo per avvicinarsi a questa grande donna. E la bibliografia finale per lettori indipendenti è un invito a non temere le letture importanti. »
(Marina Grillo, Il taccuino di Simone Weil di Guia Risari e Pia Valentinis, Little Miss Book, 29 mag. 2015)
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«[...] Il taccuino di Simone Weil è stata una scoperta natalizia: la libreria Hamelin lo aveva recensito per le proposte dedicate ai più piccoli. Così come più volte è stata menzionata durante l'incontro con Chicca Gagliardo.
[...] Ed è la casa editrice RueBallu (che nome splendido!) a pubblicare un libro che è un taccuino davvero, con tanto di elastico e Guia Risari e Pia Valentinis a dare respiro a pagine lievi.
[...] In questo percorso presente e passato si mescolano, così come emerge sempre l'auspicio di un mondo migliore: «ogni persona, anche la meno intelligente, anche quella che ha capacità limitate, è animata dal desiderio di trovare la verità. L'unica cosa che bisogna fare è ricordare questo desiderio e realizzarlo, ognuno a modo suo».[...]»
(Marina Grillo, Il taccuino di Simone Weil di Guia Risari e Pia Valentinis, Interno Storie, 29 mag. 2015)
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«[...] In questo volume la cura editoriale è estrema, per l'uso della carta naturale realizzata con fibre di cotone, per il segnalibro e l'elastico che tiene insieme il libro quasi fosse un vero taccuino, come quello che l'autrice immagina che Simone Weil possa aver scritto dopo il ricovero nell'ospedale di Londra. Le illustrazioni di Pia Valentinis valgono a supportare il racconto da cui emerge a tutto tondo una delle figure più complesse e interessanti del secolo scorso. Guia Risari riesce a fare venir fuori, attraverso le parole stesse di Weil, i tratti fondamentali della sua avventura intellettuale e filosofica [...]
Risari riesce a restituire con parole chiare e curiosità interlocutoria le peculiarità di un personaggio difficile, continuamente disposto a mettersi alla prova, nella ricerca incessante della verità [...]
Il libro è da leggere anche da adulti e da tenere sul comodino per i momenti di crisi della ragione. Lo completano un elenco delle letture di Weil e uno dei suoi scritti, corredati da una significativa nota dell'autrice: "Alcuni libri sembrano difficili, quando non lo sono affatto. Avvicinarsi a loro senza timore è il primo modo - e il più efficace - per scoprirli e per scoprire se stessi".»
(Monica Bardi, Infanzia, L'indice dei libri del mese, maggio 2015)
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«[...] Si legge così non solo della vita della protagonista, ma anche delle sue letture, del suo interrogarsi sul mondo, dei tentativi di comprendere e dei suoi viaggi
Le immagini essenziali di Pia Valentinis accompagnano un altro viaggio parallelo di Weil: quello attraverso le persone che incontra, il suo farsi prossima a persone distanti dalla sua condizione di nascita, il suo farsi operaia e combattente e insegnante per comprendere, per aiutare, per svelare la verità e nella verità sentirsi uniti e forti. [...]»
(G. Risari, Il Taccuino di Simon Weil, rueBallu, Isola del libro, mar. 2015)
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«[...] "Alcuni libri sembrano difficili, quando non lo sono affatto. Avvicinarsi a loro senza timore è il primo modo - e il più efficace - per scoprirli e per scoprire se stessi." In questo invito, che è anche incoraggiamento e augurio, e che precede una rigorosa bibliografia, mi sembra di ritrovare il senso di questo libro e dell'idea, strana e coraggiosa, di parlare ai ragazzi di quella che è una delle menti più complesse e spiazzanti di tutto il Novecento. [...]
Non è necessario conoscere chi è Simone Weil per apprezzare questo libro, perché attraverso una scrittura chiara e lieve, l'autrice riesce a restituire il racconto di una vita e un pensiero immensi. [...]»
(Martina Pozzebon, Consigli di lettura, Hamelin - 39 - Annuario dei libri per l'infanzia 2014, mar. 2015)
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«[...] Nella consapevolezza che oggi "chiudere gli occhi davanti alla realtà è un crimine", Guia Risari, con il supporto delle illustrazioni di Pia Valentinis, ha il merito, non da poco, di raccontare Simone Weil eliminando ogni tentazione celebrativa, attenendosi al filo di un pensiero limpido, netto, preciso, che ricorda, riflette, documenta, spiega, si interroga, senza prolissità, cadute, lirismi. Ogni frase costruita su una misura onesta che sa individuare il necessario in un'opera e in una biografia talmente complesse e vaste da risultare inaffrontabili.
Nasce così una biografia che non cade nelle secche del mito, del personaggio, e che invece è al servizio delle idee, del pensiero, della lucidità, ovvero del lettore. Un libro da proporre in ogni classe di ogni scuola fidandosi della generosità e intelligenza dei ragazzi a cui Simone Weil somigliava molto. [...]»
(Scelte di Classe. I migliori libri per ragazzi del 2014, mar. 2015)
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«[...] Ognuno di noi è chiamato ad attivare il pensiero, a non arrendersi all'omologazione, a manifestare la propria unicità di persona, il diritto al rispetto e alla dignità. È questo il messaggio forte che la Risari fa arrivare al giovane lettore, attraverso l'esperienza di vita di Simone, e grazie ad una scrittura semplice ed immediata pur nella complessità dei significati; uno stile che tiene il lettore avvinto alla storia fino alla fine, forse nella ricerca parallela di un senso, di una risposta, della salvezza e del riscatto per questa figura fragile nel corpo ma immortale nelle idee. [...]»
(Gianna Lomangino, I consigliatissimi, letteratura per l'infanzia e ragazzi - Natale 2014, Little Miss Book, 19 dic. 2014)
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«[...] Guia Risari ha deciso di raccontarci di Simone Weil in uno dei libri, a mio avviso, più belli dell'anno, Il Taccuino di Simone Weil, per merito di una combinazione di talenti, l'autrice, l'illustratrice e la casa editrice che hanno dato vita a un'opera profonda, necessaria e molto curata.
[...]
Sono le prime pagine del Taccuino, che racchiude i pensieri e i ricordi di Simone Weil negli ultimi giorni della sua vita affidati alla scrittura di Guia Risari che è riuscita in un'impresa di grande difficoltà, quella di restituire l'autenticità della voce di una delle figure più importanti e complesse del pensiero del Novecento e di porgerla ai bambini e ragazzi senza scalfire la sua purezza.
[...]
Un Taccuino, non un diario, un quaderno della necessità da tenere sottomano per non perdere niente di quei momenti che sentiamo come fuggevoli, qualcosa di agile pronto a soccorrerci quando l'urgenza del pensare si fa troppo pressante per essere trattenuta.
Un oggetto che intimamente rappresenta la vita sempre in movimento di Simone Weil donna, filosofa, cuore pensante, impossibile da contenere in una qualsivoglia trattazione libraria. Eppure, Guia Risari è riuscita se non a contenere a catturare il suo indomito spirito in queste pagine per donarle ai ragazzi e alle ragazze che se ne vorranno impossessare per non lasciarle più. Al contempo, però, il Taccuino di Simone Weil è un libro che può essere letto con grande piacere anche dagli adulti. Un libro preciso e puntuale, al contempo poetico, per chi vuole iniziare a interessarsi a lei.
Le illustrazioni di Pia Valentinis sono finestre, piccoli squarci che si aprono sulla vita di Simone scandendola in momenti destinati a rimanere indelebili nel ricordo del lettore.
I piani di narrazioni del Taccuino intrecciano il racconto di un presente obbligato alla resa, quello di Simone Weil che, costretta a letto, è stata costretta a un riposo assoluto, e quello di un passato mai fermo, sempre impegnato nelle continua di una verità cercata prima dentro se stessa nel mondo, in una messa alla prova del proprio corpo fino alla consunzione, che nel resto delle cose.
Ciò che si prova leggendo questo libro è l'idea di una sfericità che riflette con cura e precisione la singolarità del pensare e dell'agire di Simone Weil, che a sua volta richiede una immediata riflessione da parte del lettore che da queste pagine viene chiamato insistentemente a partecipare, a confrontarsi con un pensiero di un altezza infinita, eppure lì a portata della sua mente e del suo corpo come non oserebbe credere.
[...]
Il 15 aprile 1943 Simone Weil viene trovata svenuta nella sua camera ed è condotta in ospedale. Affetta da tubercolosi, aggravata dalle privazioni che aveva deciso di imporsi, muore il 24 agosto nel sanatorio di Ashford, fuori Londra.
Se vi sembra di avere letto già questa frase, non vi state sbagliando. È quella che ho scelto per iniziare il racconto di questo libro, un racconto circolare, tanto della vita di Simone Weil che della nostra, che con lei ha partecipato grazie a queste pagine alle tragedie di un'epoca che mai come prima ha saputo mostrare fin dove può arrivare l'essere umano.
Ora possiamo decidere tra due limiti, questo estremo mostrato dalla storia o quello sempre estremo, ma luminoso, mostrato dal pensiero di Simone Weil, che non ci ha mai chiesto di seguirla nel suo donarsi totalmente, anima e corpo, al mondo della verità, ma di continuare a cercarla come unica possibilità per dare senso al nostro esistere in questo mondo popolato da altri, questo sì. [...]»
(Elisabetta Cremaschi, L'avvento dei libri 2014, Gavroche. Parole e figure dell'infanzia, 21 dic. 2014)
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«Un libro bello e coraggioso sulla vita della grande filosofa francese, retrospettiva scritta in punto di morte dall'ospedale di Londra. Ottima fattura e qualità grafiche, impreziosite dalle illustrazioni di Pia Valentinis. Pensato per la scuola secondaria, ma direi che si tratta di un'ottima introduzione adatta a tutte le età [...]»
(Mario Domina, Filosofia coi bambini - Bibliografia, La Botte di Diogene - blog filosofico, dic. 2014)
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«Credo che un messaggio di bellezza e speranza lanciato da chi ha vissuto e capito profondamente il dolore sia un messaggio donato con un senso materno all'umanità e un augurio dal cuore fatto a chi si affaccia alla vita adulta.»
(Monica Viglioli, Il mio libro per Natale. I consigli dei librai per un dono speciale., Andersen, n. 318, dic. 2014, p. 14)
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«[...] Ma quale differenza c'è tra diario e taccuino? Guardiamo a Il taccuino di Simone Weil di Guia Risari (RueBallu, ill. di Pia Valentinis), uscito recentemente, interessantissimo e di scorrevole lettura, rivolto a un pubblico di adolescenti e oltre. Nel taccuino, a differenza del diario, la modalità di fissare l'attimo, il momento, è più rapida e immediata e inoltre non ha la caratteristica di riservatezza che ha il diario di una persona sia giovane che adulta. [...]»
(Paola Benadusi Marzocca, Il diario per leggersi e capirsi, LiBeR n. 104, novembre 2014, pp.20-21)
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«Ne Il taccuino di Simone Weil di Guia Risari emerge la figura di una donna eccezionale, testardamente alla ricerca della sua verità. [...] Nella sua visione escatologia Simone era giunta alla conclusione, in anticipo sui tempi, che il valore e l'unicità dell'individuo erano prioritari per una più equa qualità della vita e per godere di quella parte di felicità che spetta a tutti su questa terra. [...]»
(Paola Benadusi Marzocca, Il taccuino di Simone Weil. Ritratto di una personalità ardente, LiBeR n. 104, novembre 2014, p.17)
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«[...] L'autrice, una giovane filosofa, ha scritto un romanzo sul più grande genio filosofico del '900, Simone Weil, appunto. Ha immaginato l'esistenza di un taccuino, tenuto a tutti segreto, dove la Weil, ricoverata a Londra in sanatorio, avrebbe raccontato di sé. Una finzione. Meravigliosa. Con pudore ed empatia, le pagine restituiscono il cuore della sua parabola di vita attraverso una scrittura dalla disarmante delicatezza. [...]»
(Augusto Petruzzi, Guia Risari :: Il taccuino di Simone Weil, Drome magazine, 5 luglio 2014)
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«[...] l'intero scritto può dirsi un inno alla Bellezza; contro il potere; la disuguaglianza; l'insensibilità. Con un linguaggio semplice, Guia Risari sembra rivolgersi ad adulti e bambini allo stesso modo. Usando serietà contrapposta alla logica della bugia. [...] "La libertà s'insegna" è il messaggio principale che forse l'autrice tenta di lanciare a chi legge. Perché pensare, discutere, inventare nuove idee, condividere, esser consapevoli, non rende schiavi né colonizzatori. Ma rende semplicemente vivi. [...]
Con il pennino puntato sulla terra francese e gli occhi messi su tutta l'Europa, Simone Weil annoterà, dirà. E Guia Risari renderà, oggi, quella sua visione del mondo. Perché Risari restituisce la voce di Weil (1909-1943, appunto), operaia, marxista e combattente partigiana. Costruendo un libro essenziale per portare il pensiero di Simone Weil, vedi l'accompagnamento dei disegni firmati Valentinis che scorre lungo i dieci capitoli dell'opera, a un pubblico adolescenziale. [...]»
(Giusy Dantona, Nunzio Festa, Il Taccuino di Guia, Leggere e scrivere, 13 ottobre 2014 2014)
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«[...] non era certo facile pensare ad un libro su di lei, rivolgendosi ai ragazzi. Forse soltanto Guia Risari poteva provarci (e riuscirci), forte delle sue competenze filosofiche e delle sue non comuni doti di fervida creatività.
L'autrice immagina che la Weil, nei suoi ultimi mesi di vita ad Ashford, abbia tenuto un diario nel quale ricostruire le tappe della sua fulminea esistenza. Scandito per brevi capitoli e giorni il libro si legge d'un fiato, con curiosità mista a rispetto. La scrittura di Guia è incalzante e lieve, precisa e, talora, drammatica. [...]
E poi, per chiudere in bellezza, le tavole della Valentinis. Che dire? Ho parlato tante volte di lei ma, a parte l'assoluta professionalità, riesce ancora una volta a stupirmi. Entra nella storia e nella Storia con assoluta, partecipe, lucida precisione. [...]»
(Walter Fochesato, Vita di un'acuta pensatrice, in Andersen, n. 316, ott. 2014, p. 39)
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«Il primo é il diario di una ragazzina ebrea che ancora non lo sa ma da grande diventerà una filosofa importantissima: il suo nome completo era Simone Adolphine Weil ("Non c'è niente di più ridicolo di quest'Adolphine. Non posso scriverlo senza pensare ad Adolph Hitler"). Qui la trovate piccola ma già determinata [...], tra la Germania e gli Stati Uniti, immersa nelle sue letture e nei suoi rapporti familiari oltre che nella Storia. Questo libro è fatto come un taccuino, con un elastico a custodirlo e a proteggerlo, ed è un vero gioiellino anche al tatto e alla vista, per i contenuti e la preziosità della carta. »
(Nadia Terranova, Ragazze che vale la pena conoscere, DafDaf n. 48, settembre 2014)
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«Incanterà anche gli adulti questo taccuino filosofico che ripercorre il cammino di una pensatrice fuori dal comune, vissuta tra due guerre mondiali e testimone delle ingiustizie del suo tempo. [...]»
(Marzia Nicolini, Cinque libri per l'autunno dei piccoli., F N. 39, 1 ottobre 2014)
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«[...] È splendida quest'illustrazione: l'arte del disegno compenetra e amplifica il testo. Perché leggere "Il taccuino di Simone Weil"? Perché fa pensare, questa è la risposta più giusta. [...] Io credo che oggi abbiamo bisogno di leggere per trovare esempi forti, risposte, differenti approcci alla vita rispetto a quelli che ci vengono inculcati. [...] Il taccuino di Simone è concepito proprio come un diario, nel quale la pensatrice ripercorre la sua vita toccando vari temi: l'infanzia, l'adolescenza, la scoperta della politica, la guerra, le disuguaglianze sociali, la filosofia, i viaggi... All'ultima pagina ti trovi a desiderare altre pagine... hai la sensazione di aver bisogno di continuare a cercare, capire. È questo il regalo più bello di un buon libro: trascinarti in una catena di ricerca, entusiasmo, curiosità. [...]»
(Daniela Darone, Guia Risari, "Il taccuino di Simone Weil", penna e blog-notes, 25 settembre 2014)
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«Una voce narrante racconta di sé mentre si trova in un ospedale per guarire dalla tubercolosi - sorta di "montagna incantata" dove la vita si ferma e il pensiero corre - e alterna le pagine di un diario su cui annota per suggestivi, cursori frammenti le tappe principali della propria vita, dall'inizio del Novecento agli anni del secondo conflitto mondiale. La Francia è al centro della rappresentazione, ma intorno vi orbita l'intera Europa, già presa nel vortice maligno e nefasto dei nazionalsocialismi.
A chi appartiene la voce narrante? L'autrice Guia Risari, che si muove tra Italia e Francia ed è già nota per aver pubblicato poesie, racconti e saggi in particolare sul tema dell'ebraismo, finge che a parlare di sé in prima persona sia Simone Weil (1909-1943), una delle più inclassificabili pensatrici del Novecento, filo-marxista e mistica, attivista partigiana e sostenitrice di un solidarismo politico a tutto campo. Il libro nitido e essenziale della Risari percorre la strada pedagogicamente efficace di avvicinare un pubblico adolescenziale al pensiero della Weil immaginando che sia lei stessa a ricordare e riflettere sulla propria esistenza mentre si trova a vivere gli ultimi giorni di vita nel sanatorio di Ashford, alle porte di Londra.»
(Premio Pavullo nel Frignano 2014. Giuria: Arrigo Levi, Michelina Borsari, Franca Baldelli, Roberto Barbolini, Stefano Marchetti, Riccardo Montegobbi, Stefano Calabrese).

«Ho appena finito di leggere il libro: il taccuino di Simone Weil [...]
Posso tranquillamente affermare che non leggevo un libro così bello da quando ero ragazza, profondo che mi ha fatto pensare a quei periodi in cui tutto sembrava possibile.
Ho provato nostalgia a ricordo dell'impeto che mettevo delle cose mi domando come ha fatto Simone a mantenerlo vivo fino a quasi quarant'anni [...]
La cultura deve servire anche a questo: a costruire il futuro e a dare speranza.
Ho sonno. Chiudo gli occhi e vedo sfilare davanti le stelle. Voglio provare a seguirle... dove mi porteranno stavolta?»
("Supermamma", Il taccuino di Simone Weil, BlogFamily, 1 agosto 2014)
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«[...] il taccuino di Simone Weil, libro di Guia Risari, scrittrice e traduttrice, con studi di filosofia morale all'università di Milano, alle sue spalle. (Guia, che in vikingo vuol dire, colei che viene dai boschi). Un libro che ho aspettato, cercato, desiderato, ma che davvero ne vale la pena. Comprare, leggere e rileggere. Mai da abbandonare. Neanche pochi istanti fino a quando non lo si fa proprio. E il formato, taccuino, è un invito ad assimilarlo alla propria vita. Come fosse un'agenda nostra. Il libro, con i suoi dieci capitoli, a temi riguardanti Simone Weil, mi piace, come ho già scritto in un commento. Ma merita, parlarne e riparlarne. Soprattutto per un tema riguardante Alessandro Magno, "Il bello e il bene". L'Imperatore è nel deserto coi suoi soldati e gli viene offerto da bere, ma lui sparge l'acqua a terra. Ha sete, come gli altri uomini, ma, dato che l'acqua non basta per tutti, rifiuta di godere di un privilegio. Per me, il significato di quest'episodio è chiaro. "Bisogna sapere rinunciare alla felicità se essere felici ci separa dagli altri."
Mi piace averlo con me, e leggerlo sotto questi alberi di olivo, così forti.
Guardarne poi la copertina e commentarlo. Con mio padre. [...]»
(Romano Borrelli, In Salento, Il Blog di Romano Borrelli. Un altro mondo è possibile, 31 luglio 2014)
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«...Eccolo qui Il taccuino di Simone Weil - un libriccino dalle dimensioni tipiche del diario, con quell'elastico che tiene insieme le pagine preservandole dalle brutte pieghe oltre che da sguardi estranei - il romanzo che ripercorre la vita e il pensiero di una delle maggiori filosofe e scrittrici del Novecento. Lo pubblica nella collana "Jeunesse ottopiù" l'editore palermitano rueBallu (22 euro) con la firma di Guia Risari - autrice, traduttrice, saggista di storia e filosofia - e le illustrazioni di Pia Valentinis, entrambe capaci di rendere con intensità e profondità la vita coraggiosa, senza mezze misure e sensibile alle sofferenze altrui di Simone Weil. Sono pagine che toccano la mente e il cuore, piene di riflessioni sulla vita, sulla violenza, la guerra e la pace, sulla Germania e la Francia, sull'Europa. Pagine che raccontano viaggi e incontri, sogni e disillusioni, passione per il sapere, la politica e la povertà. Bellissime e da meditare. Dai 14 anni.»
(Rossana Sisti, Il taccuino e la trottola. Letture di vita, Scaffale Basso, Avvenire.it, 16 luglio 2014)
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«...Il romanzo ripercorre la vita di Simone Weil attraverso la sua stessa voce, o meglio immaginando il racconto a ritroso che ne fa in un diario durante il ricovero ospedaliero a Londra, nel 1943. [...] Si legge così non solo della vita della protagonista, ma anche delle sue letture, del suo interrogarsi sul mondo, dei tentativi di comprendere e dei suoi viaggi [...] Le immagini essenziali di Pia Valentinis accompagnano un altro viaggio parallelo di Weil: quello attraverso le persone che incontra, il suo farsi prossima a persone distanti dalla sua condizione di nascita, il suo farsi operaia e combattente e insegnante per comprendere, per aiutare, per svelare la verità e nella verità sentirsi uniti e forti. Con quel passaggio da sottolineare in cui Simone descrive come si rapporta coi bambini: senza trattarli da piccoli, senza raccontare storielle, sapendo che non hanno bisogno di bugie....»
(Caterina Ramonda, Il taccuino di Simone Weil, Le letture di Biblioragazzi, 17 giugno 2014)
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«Guia Risari definisce questo suo lavoro "romanzo filosofico illustrato": la definizione è perfetta anche perché Guia non cade nelle trappole della biografia e nelle tentazioni dell'esempio moraleggiante, ma con leggerezza e profondità dalla storia di una grandissima personalità del secolo scorso fa scaturire domande, pone questioni valide ieri come oggi. L'intenso e bellissimo lavoro è arricchito dai disegni di Pia Valentinis una delle nostre grandi illustratrici che entra nel "gioco" narrativo e diventa "complice" della scrittrice ma anche del lettore.»
(Pino Boero, Buona estate con tanti libri, www.pinoboero.com)
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È un bellissimo libro, perfetto. L'ho apprezzato molto, soprattutto per la sua leggerezza. La vita di Simone Weil, la sua figura mi hanno sempre affascinato. I temi sono tutti importanti. Auguro al libro tutto il successo che un lavoro ben fatto merita.
(Toe Mercurio)

«...La politica, una delle prime passioni: «A furia di leggere storie di cavalieri e miti mi sono resa conto che ero allergica alle ingiustizie. La mia vita è diventata un cammino verso gli altri, la pace la giustizia, Dio». Perché ha vinto il nazismo?
«Rassicurava, parlava una lingua che tutti potevano capire, puntava sul sentimento nazionale, sull'orgoglio e l'odio dei nemici». Un programma per il futuro? Sostituire l'astratta dichiarazione dei diritti dell'uomo con quella «dei doveri verso la creatura umana». Rispettare «l'esistenza concreta di tutti».
Per Simone. Per tutti.»
(Francesca Bolino, Simone Weil l'ultimo quadernetto, La Repubblica, 15 giugno 2014, p. 47)
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Diritti
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